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Canfora (bianca) OE

Cinnamomum camphora (L.) J. Presl OE

Sat, 15 Mar 2008 13:05:41 +0100

Abstract

Sinonimi: Cinnamomum officinalis Nees; Laurus camphora L.
Nomi popolari. Inglese: camphor, camphortree, Japanese camphor. Francese: camphre, camphrier. Tedesco: Campher, Kampferbaum. Giapponese: kuso-no-ki, kusu, kusuno-ki. Spagnolo: alcanfor, alcanforero.
Descrizione: imponente albero sempreverde, che arriva fino a 40 metri di altezza e 2 metri di diametro, con fiori bianchi raccolti in piccole cime e frutto rossi (bacche) molto simili a quelli della cannella. L’origine è incerta, ma i dati storici puntano su Cina, Giappone, Taiwan e Asia orientale, ma è comune nella maggior parte dei paesi sub-tropicali, tra i quali l’India e lo Sri Lanka, ma anche Egitto, Argentina, Europa, Florida e Formosa. Esistono quattro chemiotipi: linalolo, eucaliptolo, nerolidolo e safrolo.
Dall’albero di canfora si ottiene, per bollitura in acqua, canfora cristallina ed una parte liquida residuale che, per distillazione, dà quattro frazioni, denominati canfora bianca, canfora marrone, canfora gialla e canfora blu
La canfora bianca, l’unica frazione utilizzabile e sicura. è un liquido incolore dall’odore comparabile a quello di Eucalyptus globulus ma con più carattere di pinene e più ‘sporco’ e con un carattere più dolce e limonato.

Costituenti: “olio essenziale” dalla composizione molto varia, che comprende alcoli, aldeidi, chetoni, terpeni e sesquiterpeni. La frazione bianca, l’unica con livello di tossicità ridotto, contiene canfora, 1,8-cineolo, alfa-pinene, terpineolo, safrolo (sotto allo 0.1%), sesquiterpeni (variabile)
Utilizzi.
Marco Polo ha probabilmente il merito di essere la fonte della prima menzione dell’albero di canfora in una lingua europea, nel 13o secolo.
I Cinesi attribuivano molte virtù alla canfora, che veniva utilizzata in molte formule sudorifiche, tonificanti del cuore e stimolanti internamente, e rinfrescanti, rubefacenti, analgesiche e antisettiche esternamente. Veniva anche usata come ingrediente per la taxodermia (imbalsamazione dei cadaveri). Gli Arabi la utilizzavano per reprimere il desiderio sessuale.
In Jamaica le foglie vengono pestate e macerate in alcol (rum) per applicazioni refrigeranti in caso di mal di testa.
Nella medicina colta europea è stato utilizzato come tonico cardiocircolatorio e respiratorio. Più di recente è entrata nelle formule antipruritiche, mal di testa da stress, singhiozzo e nevralgie. L’effetto stimolante e rubefacente è stato sfruttato in unguenti per geloni, per piaghe indolenti, reumatismi, fibrosi ed artriti non infiammatorie.
Le attività farmacologiche della frazione bianca, evidenziate da studi sperimentali e clinici, sono le seguenti: analgesica locale, antibatterica, antimicotica, espettorante, rubefacente, stimolante del SNC. Viene quindi utilizzata in caso di cattiva circolazione, congestione nasale e bronchiale, dolori muscolari e articolari (massaggio), letargia.
Avvertenze
A causa del contenuto in canfora, si suppone un rischio di neurotossicità e di attività convulsiva. La canfora é facilmente assorbita a livello cutaneo e delle mucose, ed é tossica (ha causato convulsioni epilettiformi in dosi orali).
Tenere l’olio essenziale lontano dalla portata dei bambini, non utilizzare vicino agli occhi. Non usare in bambini sotto i due anni di età, in caso di epilessia, febbre e gravidanza

Sat, 15 Mar 2008 13:05:41 +0100

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Marco Valussi
Luciano Posani

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