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Coda cavallina

Equisetum arvense L.

Mon, 06 Mar 2006 09:28:00 +0100

Descrizione

Tassonomia

Divisione: Pteridofite
Classe: Sfenopside
Ordine: Equisetali
Famiglia: Equisetaceae


Pianta che appartiene alla famiglia che dominò l’era Carbonifera con piante di dimensioni giganti. Al giorno d’oggi è una perenne che può raggiungere i 60, al massimo 80 cm.
"E.arvense L.ed E.ramisissimun Desf,in Sardegna vegetano sulle rive dei torrenti e delle raccolte d'acqua,abbastanza comunemente" (com. priv. di Angelo Oscar Cocco).
Rizoma profondo sottilissimo, nero.
In primavera (marzo-aprile), appaiono fusti sporiferi (fertili) senza clorofilla, (rosa-grigio, grigio bruno), che raggiungono i 15-25 cm, simili ad un asparago, di diametro di 3-6 mm, articolati. Ad ogni nodo vi sono foglie piccole e saldate a formare una guaina bruna, aperta, lunga due cm, larga, con 4-12 denti lanceolati, sorreggente una spiga giallo-brunastra, a pigna, lunga 2-5 cm per 5-10 mm, grigio-gialla, che scompare in estate. Dopo il rilascio delle spore (maggio-luglio) il fusto fertile muore viene rimpiazzato da un rovo di fusti cavi, sterili, scanalati, verdi e con verticilli di ramificazioni semplici e gracili, verdi chiaro, ruvidi, articolati ai nodi, lunghi 30 cm (molto di più, fino al m, se devono allungarsi per raggiungere la luce), di diametro di 2-3 mm, mentre le foglie sono ridotte a scaglie a scudo sopra ai nodi, con 10-12 denti ma fino a 20, in media più numerosi che nei fertili. Sporangi raggruppati sotto le scaglie a scudo della spiga; spore con elateri, filamenti elastici arrotolati che si srotolano quando l’aria è secca; ceppo sotterraneo profondo.

Mon, 06 Mar 2006 09:28:00 +0100

Glossario

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Marco Valussi
Luciano Posani

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