InfoErbe

Lino

Linum usitatissimum L.

Thu, 03 Feb 2005 11:20:01 +0100

Farmacologia

  • Lassativa (di volume)

    I semi di lino agiscono come lassativo di volume, si legano ai fluidi intestinali, aumentando il volume intestinale totale e stimolando così le pareti intestinali, diminuendo la pressione e aumentando la velocità di transito. Aumentano la percentuale di acqua nelle feci e il peso totale delle stesse.

  • Thu, 03 Feb 2005 11:16:09 +0100
  • Antidiarroica

    Legandosi ai fluidi intestinali, i semi di lino aumentano anche la viscosità del contenuto intestinale, prolungando il tempo di transito e normalizzando la frequenza di defecazione in caso di diarrea.

  • Thu, 03 Feb 2005 11:16:39 +0100
  • Ipoglicemizzante

    Sempre grazie al potere legante, i semi di lino esercitano una certa influenza sul metabolismo del glucosio. Si legano infatti al glucosio rallentando il suo assorbimento a livelllo del lume intestinale; in questo modo riducono i picchi di glucosio ematico, regolando indirettamente i livelli di insulina (e glucagone).

  • Thu, 03 Feb 2005 11:17:19 +0100
  • Cardiovascolare

    Studi epidemiologici suggeriscono che gli acidi grassi omega-3 riducano sensibilmente il rischio di malattie cardiovascolari, abbassando i livelli dei trigliceridi e del colesterolo LDL. Essi inoltre bloccano l’eccesso di aggregazione piastrinica, riducono la pressione arteriosa in soggetti ipertesi e abbassano i livelli di fibrinogeno.
    L’acido alfa linolenico (ALA), l’acido grasso principale nei semi di lino, migliora la funzione arteriosa aumentando la forza, flessibilità e permeabilità delle membrane cellulari. E’ più protettivo per il miocardio dell’acido oleico (olio di oliva per esempio).
    L’ALA è un precursore biologico delle prostaglandine, e parte del suo effetto è dovuto alla sua mediazione sulle prostaglandine.

  • Thu, 03 Feb 2005 11:17:57 +0100
  • Antitumorale

    I semi di lino sono inoltre una ottima fonte di lignani. Questi composti (nei semi di lino) mostrano attività sia estrogenica che antiestrogenica, dando supporto all’ipotesi anfoterica dei fitoestrogeni in menopausa ed in genere nelle affezioni da disequilibrio ormonale.
    Vi sono infatti vari studi che confermano che l’attività antiestrogenica (e altri meccanismi) inibisca la carcinogenesi in tumori estrogeno-dipendenti a vari stadi di sviluppo, in poarticolare (per l’ALA) negli stadi di promozione e iniziazione della carcinogenesi.
    L’enterolattone e l’enterodiolo hanno ridotto il numero di tumori osservabili in modelli animali di tumore mammario e melanoma.

  • Wed, 23 Feb 2005 08:46:38 +0100

Glossario

Licenza Creative Commons
Il database InfoErbe
è pubblicato con
Licenza Creative Commons

Marco Valussi
Luciano Posani

Copyright 2000 - 2005 Miro International Pty Ltd. All rights reserved. Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.