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Valeriana

Valeriana officinalis L. s.l.

Fri, 14 Oct 2005 15:50:32 +0200

Utilizzo

  • Utilizzi vari

    Pubblicizzata come il “tranquillante naturale”. La sua capacità di ridurre l'eccitabilità e l'iperattività, specie quando il paziente non riesce a “staccare”, è di grande importanza, specialmente nelle persone costantemente preoccupate e perfezioniste. La Valeriana ha una vastissima gamma di applicazioni, ma le più importanti sono ansia, insonnia nervosa, sintomi somatici della tensione come crampi muscolari o indigestione spastica.
    Rilassa i tessuti troppo contratti, contribuendo così alla terapia di problemi muscolo-scheletrici (mal di schiena, collo e spalle, ecc.), come dell'asma, delle coliche, della sindrome del colon irritabile, della dismenorrea e così via. Molti studi si sono concentrati sui suoi effetti sulla muscolatura liscia, dimostrando che è un miorilassante efficace e sicuro per coliche intestinali e dismenorrea.
    Comparata ad altre piante medicinali per valutare la sua efficacia sulla muscolatura gastrointestinale, la Valeriana è risultata la migliore a pari merito con il Biancospino e prima di Passiflora e Camomilla. L'utilizzo di tutte le piante allo stesso tempo ha dato risultati sinergici.
    Riduce i sintomi ansiosi come il tremito, le palpitazioni, il senso di panico e la sudorazione eccessiva: è un tipico rimedio per l'insonnia causata da ansia o ipereccitabilità e permette ai pazienti di avere una “discesa” nel sonno più facile e più veloce. In questo senso si combina bene con una pianta più evidentemente ipnotica come il Luppolo.
    E' anche un rimedio specifico per l'ipertensione causata da stress e ansia, anche se deve sempre essere combinata ad altre piante (in particolare Aglio e Biancospino).
    In genere, possiamo dire che essa può essere utilizzata in ogni situazione dove tensione ed ansia causino il problema, dove vi siano problemi associati ad iperattività nervosa.
    Vi sono opinioni differenti tra i fitoterapeuti su quale sia il dosaggio appropriato della Valeriana. Mentre 100 ml o più alla settimana possono essere ragionevoli per certe costituzioni (di tipo endomorfo, ad esempio), anche 20 ml alla settimana possono essere troppi per pazienti di costituzione nervosa e delicata e potrebbero avere un potenziale depressivo (l'uso in caso di depressione non è comunque consigliato).
    Forse queste differenze riflettono una incomprensione della vera indicazione d'uso per la Valeriana: essa è particolarmente utile in dosi elevate per individui forti e iperattivi che non vengono depressi dal suo lato sedativo. In individui esauriti a livello nervoso o surrenale, una dose più che minima può avere effetti pesanti sull'umore. Andrew Chevallier riferisce che nella sua esperienza molti pazienti che soffrono di ansia cronica soffrono anche di un certo grado di depressione (probabilmente a causa di “affaticamento” neuroendocrino). In questo scenario, la Valeriana deve essere combinata con piante toniche come Rosmarinus, Avena o anche Panax.
    Come regola generale, nel prescrivere Valeriana per la prima volta ad un paziente è preferibile partire con dosaggi bassi ed aumentare gradatamente. Spesso diviene chiaro che il paziente può sopportare dosi più alte, ma ci possono essere anche delle sorprese.

  • Fri, 14 Oct 2005 15:50:10 +0200

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Marco Valussi
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