InfoErbe

Aglio

Allium sativum L.

Sat, 19 Apr 2008 11:39:12 +0200

Farmacologia

  • Farmacocinetica

    Dopo l'assorbimento, l'allicina e i suoi derivati sono velocemente metabolizzati. Dopo l'esposizione al sangue umano in vitro, l'allicina, i sulfidi derivati e l'ajoene formano allil mercaptano. Sembra che parte del mercaptano prodotto sia metabolizzato poi a allil metil sulfide (e piccole quantità di dimetil sulfide), eliminate poi per via polmonare.
    Diallil disulfide, diallil sulfide, e dimetil disulfide si ritrovano nelle urine dopo l'ingestione di olio di aglio. La diallil disulfide può essere metabolizzata ad allicina nel fegato umano.

  • Sun, 16 Jan 2005 18:25:19 +0100
  • Composti isolati

    Conosciamo decine di composti dell’aglio, e tra essi troviamo 33 composti a base di zolfo (nell’OE), 17 amminoacidi, germanio, rame, calcio, ferro, potassio, magnesio, selenio, zinco, vitamine A, B1 e C (Abdullah et al. 1988). I composti principali dell’OE sono allicina, diallile disolfato, e diallile trisolfato, che sembrano essere i principali composti attivi dell apianta. L’ajoene (formato dalla cobinazione di allicina e diallile disolfato) sembra avere attività antibiotica ed antiaggregante piastrinica, ed altri composti sembrano contribuire all’attività antiaggregante, ipocolesterolemica, ipoglicemizzante, fibrinolitica (Kleijnen, Knipschild e Terriet 1989). Alcuni autori hanno riscontrato prostaglandine in un estratto omogeneizzato di aglio (Al-Nagdy, Abdel Rahman e Heiba 1988).

    L’alliina (S-allilcisteina sulfossido, un amminoacido contenente zolfo ma inodore) è di gran lunga il più abbondante dei quattro sulfossidi cisteinici presenti nell’aglio fresco intero e nella polvere essiccata propriamente. E’ biosintetizzata dal composto S-allilcisteina (deossialliina).

    Il contatto tra alliina e l’enzima alliinase (alliina liase) porta alla formazione prima di acidi sulfenici intermedi, che si autocondensano velocemente a formare vari tiosulfinati:
    Allicina, 70%
    Allil metano THS, 12%
    trans-1-Propenil 2-propene THS, 6%
    Metil 2-propene THS, 6%
    Allil trans-1-Propene THS, 2%
    Metil metano THS, 2%
    trans-1-Propenil metano THS, 1.5%
    Metil trans-1-Propene THS, 0.5%

    L’allicina (cisteina sulfossido) è il prodotto principale di questa reazione. E’ fortemente antibatterica ed agisce tra gli altri organismi su Staphylococcus aureus, Salmonella typhimurium, Clostridium botulinum, Candida albicans, e su certi ceppi di ameba. E’ inoltre un buon antiossidante, come anche la S-allilcisteina.
    Ha una bassa (2%) solubilità in acqua. E’ una molecola instabile e a contatto con aria o acqua si converte rapidamente in diallile-disolfuro, diallile trisolfuro, allil metil trisolfuro ed altri composti (ad esempio nella distillazione). Nella macerazione con olio si producono invece altro composti attivi, come ajoene e vinil ditiine.

    L’ajoene mostra attività antitumorali, antibiotiche, antiossidanti, antitrombotiche, ed ipotensive.
    Le vinil ditiine hanno attività antibiotica, anti-aggreganti, antitumorali, e anticolesterolemiche.

  • Sun, 16 Jan 2005 18:23:45 +0100
  • Antibiotica

    Sperimentale

    L'Aglio esercita un'azione a largo spettro su molti tipi di batteri, virus, protozoi, elminti e funghi.
    I composti attivi in vitro sono: ajoene; allicina; alliina; allistatina; acido caffeico; acido clorogenico; citrale (5.2 x fenolo); acido p-cumarico; diallil trisulfide; eruboside-B (MIC= 25 g/ml); geraniolo (7 x fenolo); acido p-idrossibenzoico; campferolo (20 g/ml); linalolo (5 x fenolo); floroglucinolo; quercetina; rutina; acido sinapico.

    Organismi inibiti o uccisi dall'aglio e/o dall'allicina:

    Acinetobacter calcoaceticus
    Aspergillus flavus
    Aspergillus fumigatus
    Aspergillus parasiticus
    Aspergillus niger
    Bacillus cereus
    Candida albicans
    Candida lipolytica
    Cryptococcus neoformans
    Cryptosporidium
    Debaryomyces hansenii
    Escherichia coli
    Hansenula anomala
    Herpes simplex virus type 1
    Herpes simplex virus type 2
    Histoplasma capsulatum
    Human cytomegalovirus (HCMV)
    Human immunodeficiency virus (HIV)
    Human rhinovirus type 2
    Influenza B
    Kloeckera apiculata
    Lodderomyces elongisporus
    Parainfluenza virus type 3
    Vaccinia virus
    Vesicular stomatitis virus
    Micrococcus luteus
    Mycobacterium phlei
    Mycobacterium tuberculosis
    Paracoccidioides brasiliensis
    Pneumocystis carinii
    Proteus vulgaris
    Pseudomonas aeruginosa
    Rhodotorula rubra
    Saccharomyces cerevisiae
    Salmonella typhimurium
    Salmonella typhimurium
    Shigella dysenteriae
    Shigella flexneri
    Staphylococcus aureus
    Streptococcus faecalis
    Torulopsis glabrata
    Toxoplasma gondii
    Vibrio parahaemolyticus

  • Sun, 16 Jan 2005 18:25:42 +0100
  • Antibatterica

    Sperimentale
    Vi sono ancora incertezze riguardo ai composti responsabili per l'azione antibatterica. I composti attivi
    in vitro sono: ajoene; alliina; allistatina-I; allistatina-II; acido clorogenico; citrale; acido p-cumarico; diallil disulfide; acido ferulico; geraniolo (MIC=400 g/ml); acido p-idrossibenzoico; campferolo (20 g/ml); linalolo (MIC=1600 g/ml); quercetina; rutina; acido sinapico.
    E' certo che i composti solforati sono da sempre conosciuti come antibatterici, ed anche che la loro struttura tiosulfinata è importante per la loro azione. La maggior attenzione si è concentrata sull'alliina nel bulbo fresco, degradata ad allicina ad opera dell'alliinase quando il bulbo viene schiacciato; l'allicina e molti altri costituenti della frazione volatile sono fortemente antisettici ed antibiotici. Un possibile meccanismo è la completa inibizione causata dall'allicina della sintesi dell'RNA batterico.
    D'altro canto l'allicina è altamente instabile e potrebbe non possedere attività antibatteriche in vitro. Due dei metaboliti dell'alliina, l'ajoene e il 10-evinilajoene, sono forse gli agenti più importanti, in particolare per quanto riguarda i Gram-negativi come E. coli e K. pneumoniae.
    Un dato molto interessante è che l'aglio e i suoi composti attivi non sembrano causare l'insorgenza di resistenze batteriche (Moore e Atkins 1977) e sono attivi su ceppi già resistenti agli antibiotici (Chowdhury et al 1991). L'aglio è efficace su batteri famosi per sviluppare facilmente ceppi resistenti, come Staphylococcus, Mycobacterium, Salmonella e Proteus.

    Clinica
    In tre studi sull'effetto dell'aglio fresco e dell'olio di aglio sull'infezione da H. pylori i risultati sono stati negativi. E' possibile che l'inefficacia sia dovuta ad una mancata trasformazione di alliina in allicina e composti derivati (attivi contro H. pylori) nello stomaco a causa dell'inattivazione dell'alliinasi nello stomaco (pH troppo basso), ma non esistono dati chiari su questo punto (vedi Monti, Longo 2001).

  • Sun, 16 Jan 2005 18:25:52 +0100
  • Antimicotica

    Sperimentale
    L'Aglio è anche un forte antimicotico ed anche per questa azione sembra che l'allicina sia indispensabile; essa causa un blocco completo della sintesi dei lipidi e riduce la capacità di adesione di Candida albicans alle mucose orali. Altri composti candidicidi sono l'eruboside-B (MIC=25 g/ml); l'acido ferulico; il geraniolo e il linalolo.
    Composti con attività più generale antimicotica in vitro sono: ajoene (IC100=100 g/ml); acido caffeico (MIC=400 g/ml); acido clorogenico; citrale; acido p-cumarico; diallil disulfide; geraniolo (IC93=2 mM); acido p-idrossibenzoico; floroglucinolo; acido sinapico.
    L'aglio si è dimostrato efficace sia in vitro sia in modelli animali sull'infezione da Cryptococcus neoformans.

  • Sun, 16 Jan 2005 18:26:00 +0100
  • Antivirale

    Sperimentale
    Composti che mostrano attività antivirale in vitro sono: acido caffeico (IC50=62.5 g/ml); acido clorogenico; acido ferulico; campferolo; linalolo; quercetina (IC50=10 M); rutina.
    Uno studio su modelli animali di infezione influenzale ha mostrato che l'aglio possiede attività antivirale sia diretta che indiretta per mezzo della stimolazione del sistema immunitario (Adetumbi e Lau, 1983).

  • Sun, 16 Jan 2005 18:26:07 +0100
  • Antiprotozoaria

    Sperimentale
    Secondo un vecchio studio, l'allicina ha mostrato attività contro Entamoeba (a 30 g/ml), l'ajoene è attivo contro il Tripanosoma attraverso l'inibizione della fosfatidilcolina, mentre la diallil disulfide non è attiva come antielmintico (Araki et al. 1952).

    Clinica
    In due studi clinici non controllati e abbastanza datati, l'aglio è stato utilizzato come trattamento per Ascaris strongyloides, Ancylostoma caninum e Necator americanus (Kempski 1960 Soh 1960).
    L'aglio fresco è utilizzato dal Immune Enhancement Project (Portland, Oregon) per trattare le infezioni parassitarie in sofferenti di AIDS.
    Questo utilizzo è sostenuto da recenti scoperte proprio sull'attività antiparassitaria intestinale in pazienti con AIDS dell'aglio.

  • Sun, 16 Jan 2005 18:26:13 +0100
  • Ipocolesterolemizzante

    Sperimentale
    L'aglio fresco, il succo d'aglio, gli estratti invecchiati, l'olio essenziale, l'ajoene, l'alliina e la rutina, hanno tutti mostrato proprietà antitrombotiche, ipocolesterolemizzanti e ipolipidemizzanti in vitro ed in vivo; la 2-vinil-4H-1,3-ditiina è antitrombotica, mentre allicina (IC37-72=162 g/ml), s-allil-cisteina-sulfosside, acidi caffeico e clorogenico, diallil sulfide (IC37-72=146 g/ml) e diallil trisulfide, acido nicotinico (1-6 g/giorno), ornitina e taurina sono anticolesterolemici. Lawson et al. 1991; Koch, Lawson 1996; Koch, Lawson 1996; Mader 1990; Gebhardt 1993; Gebhardt, Beck, Wagner 1994; Gebhardt 1995).
    Un estratto idrosolubile d'aglio ha mostrato di inibire in vitro la biosintesi del colesterolo in epatociti primari di ratto e cellule umane HepG2 isolate (Gebhardt 1993; Gebhardt, Beck, Wagner 1994; Gebhardt 1995).
    Il meccanismo dell'attività ipocolesterolemizzante ed ipolipidemizzante sembra coinvolgere l'inibizione della idrossimetilglutaril-CoA riduttasi epatica (HMG-CoA riduttasi epatica), ed il rimodellamento delle lipoproteine plasmatiche e delle membrane cellulari (Brosche 1991), anche se a dosi elevate di estratto il sito d'inibizione sembra spostarsi agli stadi successivi del percorso biosintetico (Beck, Wagnerk 1994). L'alliina non è risultata efficace ma sia l'allicina sia l'ajoene hanno inibito la HMG-CoA riduttasi in vitro (Gebhardt, Beck, Wagner 1994). Il problema è che questo meccanismo non sembra corrispondere alla situazione in vivo, dato che sia l'allicina sia l'ajoene sono convertiti in vivo in allil mercaptano e non raggiungono mai il fegato. D'altro canto l'allil mercaptano (50 mmol/l) e la diallil disulfide (5mmol/l) aumentano l'inibizione in vitro della biosintesi del colesterolo indotta dal palmitato (1994; Gebhardt 1995). Bisogna comunque ricordare che nessuno di questi composti dovrebbe essere presente negli estratti acquosi, quindi altri composti possono essere coinvolti, come l'acido nicotinico e l'adenosina, che, infatti, inibiscono l'attività della HMG-CoA riduttasi e la biosintesi del colesterolo in vitro (Platt, Brosche, Jacob 1992; Grünwald 1992).

    Clinica
    Uno studio clinico ha studiato l'effetto di 10 gr/die di aglio fresco, 18 mg/die di olio e 6-900 mg/die di polvere secca sul colesterolo e i trigliceridi ematici. I risultati sono stati positivi per la polvere che ha ridotto il colesterolo ematico dell'8% e i trigliceridi del 13%, e per l'aglio fresco, che ha abbassato il livello di colesterolo ematico del 15%.
    In un altro studio randomizzato in doppio ceco contro placebo, 7,2 gr/die di estratto di Aglio invecchiato sono stati somministrati per sei mesi volte a 41 pazienti ipercolesterolemici a dieta. I risultati sono stati buoni, con un abbassamento del colesterolo del 6-7%, delle LDL del 4%, della pressione arteriosa sistolica del 5.5%, mentre le HDL sono rimaste inalterate (Steiner, Khan, Holbert et al 1996).
    In uno studio clinico che ha utilizzato un prodotto contenente olio essenziale di aglio (dose pari a 10 mg di olio essenziale al giorno per 12 settimane), sono stati trattati 25 pazienti affetti da moderata ipercolesterolemia, e non sono state osservate differenze significative per i parametri sotto osservazione, risultato che supporterebbe i dati sperimentali che mostrano l'inattività dei solfuri allilici presenti nell'olio essenziale (Bethold et al 1998; Lawson 1998).
    Studi clinici randomizzati più recenti mostrato effetti meno importanti per la terapia a base di aglio (Neil et al 1998; Issacshon et al 1998; McCrindle et al 1999; Superko 2000).
    L'aglio probabilmente agisce sui livelli di colesterolo e lipidi del sangue agendo sulla loro produzione a livello epatico (Yeh e Yeh 1994; Gebhardt; Heinle e Betz).

    Silagy e Neal (1994) hanno effettuato una metanalisi sugli studi clinici in caso di iperlipidemia, 16 studi comprendenti 952 pazienti, di durata superiore il mese, dose equivalente a 600-900 mg di polvere di aglio il giorno. Gli autori hanno concluso che la qualità media degli studi fosse bassa, e che la riduzione in lipidemia fosse significativa ma modesta (in media del 12%, ma non tutti i pazienti erano iperlipidemici). I risultati migliori si sono avuti negli studi di durata maggiore (tre mesi).
    Una metanalisi precedente suggeriva che l'aglio potesse ridurre la lipidemia del 9% (Warshafsky et al 1993).
    Una review sistematica più recente (Stevinson et al 2000) analizza 13 studi clinici controllati su 796 pazienti con ipercolesterolemia (200 mg/dL) a dosaggio di 600-900 mg di polvere di aglio il giorno per 8-24 settimane.
    Dalla review si nota una riduzione significativa del 6% del colesterolo totale, non supportata però da altri studi. Gli studi soffrono di qualche problema metodologico. Gli autori concludono che i benefici dell'aglio ci sono ma sono piccoli e probabilmente non superiori a quelli derivati dal controllo della dieta (Tang et al 1998).

    Se questi risultati non supportano l'uso dell'aglio come rimedio singolo per l'ipercolesterolemia, supportano però il suo ruolo (viste anche le altre sue attività) come rimedio parte di strategie più complesse, e come complemento alimentare importante. In particolare, dato che esso è antiossidante, moderatamente antiipercolesterolemico, moderatamente antiiperlipemico, fibrinolitico, antiaggregante, sembra importante per la prevenzione dell'arteriosclerosi.

    In uno studio in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, la polvere di Aglio ha ridotto l'aterogenicità delle LDLP (lipoproteine a bassa densità).
    In uno studio epidemiologico retrospettivo su soggetti sani, l'assunzione cronica (2 anni) di polvere di aglio ha ridotto l'aumento, legato all'età, della rigidità delle pareti aortiche (Breithaupt-Grogler et al 1997).

  • Tue, 01 Mar 2005 09:40:53 +0100
  • Antipertensiva

    Sperimentale
    Esperimenti in vitro su ratto hanno mostrato che l'Aglio esercita un'azione vasodilatatoria sull'endotelio dell'aorta.
    Il meccanismo sembra essere quello della modificazione dei potenziali di membrana delle cellule della muscolatura liscia vascolare. Sia l'estratto acquoso sia l'ajoene hanno indotto un'iperpolarizzazione di membrana in cellule isolate, mediata dall'attività dei canali potassio. L'iperpolarizzazione ha causato vasodilatazione per la conseguente chiusura dei canali calcio (Siegel et al. 1991; Siegel et al. 1992. Non è chiaro quali siano i composti responsabili per l'azione. L'adenosina possiede proprietà vasodilatatorie periferiche ma non è attiva per via orale. E' possibile che gli estratti di aglio agiscano mediante un'aumentata produzione di ossido nitrico, associata ad un abbassamento della pressione arteriosa (Das, Khan, Sooranna 1995).

    Clinica
    Una metanalisi di otto trial clinici con placebo (415 pazienti, durata da 1 a 3 mesi) tutti utilizzanti la stessa preparazione di aglio (600-900 mg polvere) ha mostrato che l'Aglio causa una moderata ma significativa riduzione della pressione arteriosa diastolica e sistolica (7.7 mm Hg sistolica e 5 mm diastolica; Silagy e Neal 1994).
    Questa riduzione sarebbe utile solo in casi di ipertensione leggera o moderata, ma è possibile che dosaggi più elevati siano utili anche in casi di maggior severità. Uno studio non incluso nella metanalisi notava una caduta della pressione arteriosa diastolica di 16 mm 5 ore dopo la somministrazione di 2400 mg di aglio, in pazienti con ipertensione severa (diastolica di 115 mm Hg) (McMahon, Vargas 1993).Rimane il fatto che se anche l'aglio non potrà sostituire i farmaci antipertensivi, è sicuramente una componente importante di un regime di prevenzione e trattamento (insieme a esercizio, perdita di peso, dieta a basso contenuto in grassi, restrizione del sale, supplementi di calcio, magnesio e potassio, riduzione dello stress, riduzione o cessazione del fumo, alcol e caffeina).

  • Sun, 16 Jan 2005 18:26:34 +0100
  • Antiaggregante ( e fibrinolitica)

    Sperimentale

    E' ormai riconosciuto che l'Aglio protegge da trombosi coronarica, aterosclerosi e ictus. L'Aglio e i suoi composti inibiscono l'attivazione piastrinica indotta da tutti gli agonisti conosciuti, in vitro ed in vivo. I composti responsabili dell'attività sono allicina e ajoene in particolare, ma anche adenosina, alliina, vinil ditiine e dialchiloligosulfidi; inoltre il metil allil trisulfide (un composto minoritario presente nell'olio essenziale) inibisce l'aggregazione piastrinica 10 volte più efficacemente dell'allicina. (Elwood et al; Gadkari e Joshi; Kiesewetter et al 1991; Kiesewetter et al 1993).

    Estratti acquosi di aglio hanno modificato in vivo i livelli di fibrinogeno plasmatico, il tempo di coagulazione e l'attività fibrinolitica. L'adenosina sembrerebbe importante per quest'azione ma il dato non è certo (Koch, Lawson 1996).

    Il meccanismo d'azione dell'aglio è complesso, ma due passaggi sembrano sicuri almeno per l'attività dell'ajoene:
    A) interazione con il complesso agonista-recettore primario, esposizione dei recettori del fibrinogeno per mezzo delle specifiche proteine G coinvolte nel sistema di trasduzione dei segnali sulla membrana delle piastrine (Block et al. 1984; 1986) che causa:
    1. Inibizione dell'uptake di arachidonato;
    2. Inibizione della attività della fosfolipase.
    B) inibizione diretta degli enzimi della cascata dell'arachidonato (ciclossigenasi e lipossigenasi) e conseguente inibizione della formazione di trombossano A2 e di acido 12-idrossieicosatetraenoico (Srivastava, Tyagi 1993). Si è notata anche un'inibizione della cAMP fosfodiesterasi piastrinica (Agarwal 1996).

    L'aglio potrebbe anche interagire con un'emoproteina coinvolta nell'attivazione piastrinica, modificando la sua capacità di legarsi ai suoi recettori sulla membrana piastrinica (Jamaluddin, Krishnan, Thomas 1988).

    Clinica
    In una review degli studi umani si è visto che Aglio crudo, fritto, olio di Aglio ed estratto standardizzato sono associati ad un aumento della fibrinolisi (Ernst 1987).
    Dopo la somministrazione di un estratto acquoso, di polvere e di olio essenziale di aglio a pazienti soffrenti di aterosclerosi è stata osservato un aumento dell'attività fibrinolitica (Harenberg, Giese, Zimmermann 1988; Bordia et al. 1977). Gli studi clinici sembrano dimostrare che l'aglio attiva la fibrinolisi endogena, che l'effetto si nota per molte ore dopo la somministrazione e che l'effetto aumenta se l'aglio è assunto regolarmente per mesi (Koch , Lawson 1996; Chutani, Bordia 1981). Gli effetti sono di decremento della viscosità plasmatica, dell'attivazione del plasminogeno tessutale, e del livello di ematocrito (Brosche, Platt 1990).
    In uno studio clinico 120 pazienti con aumentata aggregazione piastrinica hanno assunto 900 mg/die di estratto secco titolato all'1.3% di alliina. I risultati riportano una diminuita aggregazione piastrinica e viscosità del plasma, una riduzione della pressione arteriosa e del glucosio ematico a digiuno e un'aumentata microcircolazione dermica.
    In uno studio clinico con pazienti sofferenti di claudicazione intermittente l'aglio ha aumentato in maniera significativa la distanza massima percorribile a piedi. Gli autori notano che gli effetti della supplementazione con aglio sono iniziati dopo 5 settimane di trattamento, e che sono coincisi con le modificazioni dei parametri ematologici considerati nello studio, concludendo che la modificazione della viscosità ematica era probabilmente la causa del miglioramento delle condizioni dei soggetti (Keisewetter et al 1993).
    Uno studio di disegno cross-over, randomizzato, in doppio cieco, contro placebo ha mostrato gli effetti dell'aglio (900 mg di polvere) sulla emoreologia dei vasi, che ha aumentato il diametro medio delle arteriole (4.2%) e venule (5.9%) (Wolf, Reim 1990). In un altro studio clinico in doppio cieco contro placebo su pazienti sofferenti di patologia arterio occlusiva di fase II, 800 mg di polvere di aglio somministrati per 4 settimane hanno determinato un aumento del flusso eritrocitario capillare ed hanno diminuito la viscosità del plasma ed i livelli di fibrinogeno(Kiesewetter, Jung 1991, Jung, Kiesewetter 1991). Un oleolito di aglio somministrato per tre mesi ha diminuito significativamente l'aggregazione ed adesione piastrinica di pazienti sofferenti di ipercolesterolemia
    (Bordia 1986). In uno studio clinico randomizzato in doppio cieco contro placebo a disegno cross-over una dose giornaliera di 900 g di polvere di aglio somministrata per 14 giorni ha ridotto in maniera significativa l'attività dell'attivatore del plasminogeno tessutale ed ha inibito l'aggregazione piastrinica indotta da adenonisa difosfato (Kiesewetter et al. 1991).
    Ancora uno studio clinico randomizzato in doppio cieco contro placebo ha mostrato che 800 mg di polvere di aglio il giorno per 4 settimane ha diminuito la percentuale di aggregati piastrinici circolanti e l'aggregazione spontanea in soggetti ad aumentato rischio di attacco ischemica giovanile (Kiesewetter et al. 1993).

  • Fri, 21 Jan 2005 17:46:16 +0100
  • Antiossidante

    Sperimentale
    L'Aglio invecchiato possiede maggiori proprietà antiossidanti rispetto all'Aglio fresco; come anche per le proprietà antisettiche questo sembra sia dovuto al ponte zolfo-mercaptano.
    Le molecole più fortemente antiossidanti sono: alliina; s-allil-cisteina-sulfosside; acido caffeico; acido clorogenico (IC53=200 ppm IC80=12 M); acido p-cumarico (IC24=30 ppm); acido ferulico (3,000 M IC51=200 ppm); glutatione; acido p-idrossibenzoico; campferolo (IC50=40 M); acido oleanolico; quercetina (IC96=300 ppm); rutina (IC28=30 ppm); acido sinapico (IC27=30 ppm); taurina.
    Quelle più specificamente antiperossidanti sono l'acido caffeico (IC50=44 M) e l'acido clorogenico (IC50=36 M).

  • Sun, 16 Jan 2005 18:19:46 +0100
  • Ipoglicemizzante

    Sperimentale
    I composti attivi in vitro sono: adenosina; allicina (0.1 mg/kg); diallil disulfide; diallil trisulfide; acido nicotinico; quercetina. I composti sulfidrilici sono sicuramente i più importanti per questa azione.
    L'allicina elicita l'azione ipoglicemizzante grazie alla combinazione di tre meccanismi:
    1. Stimolazione del metabolismo epatico;
    2. Aumento del rilascio di insulina;
    3. Riduzione della inattivazione dell'insulina - l'allicina e altri composti sulfidrilici (glucochinine) competono con l'insulina (che è anch'essa una proteina disulfidrica) per composti inattivanti l'insulina, con il risultato che aumentano i livelli di insulina libera.
    Anche l'acido nicotinico e l'adenosina hanno attività insulinica, ed in particolare l'acido nicotinico inibisce l'insulinase in vitro. (Mathew, Augusti 1973)

    Clinico
    In uno studio clinico controllato in doppio cieco, la somministrazione di 800 mg di polvere d'aglio il giorno per 4 settimane ha diminuito la glicemia media dell'11.6% (Kiesewetter et al. 1991). Uno studio simile non ha riscontrato questa attività per pazienti sofferenti da diabete non insulino dipendente; la preparazione era però differente: 700 mg il giorno di un estratto spray-dried (Sitprija et al. 1987).

  • Sun, 16 Jan 2005 18:20:11 +0100
  • Antinfiammatoria

    Sperimentale
    L'estratto sembra avere attività antiprostaglandinica, che spiegherebbe l'effetto antinfiammatorio in modelli animali.

  • Sun, 16 Jan 2005 18:20:24 +0100
  • Antispasmodica

    Sperimentale
    Un estratto di aglio ha mostrato attività antispasmodica su contrazioni indotte da acetilcolina, prostaglandina E2 e bario in intestino e stomaco di modelli animali (Gaffen, Tavares, Bennett 1984; Aqel, Gharaibah, Salhab 1991; Rashid, Hussain, Khan 1986).

  • Sun, 16 Jan 2005 18:20:39 +0100
  • Sistema respiratorio, azione su

    Sperimentale
    L'Aglio è un broncorilassante (citrale, linalolo), un espettorante (citrale, linalolo e b-fellandrene) e uno stimolante respiratorio (adenosina).

  • Wed, 09 Feb 2005 15:38:58 +0100
  • Antitumorale

    Sperimentale
    Sono stati pubblicati almeno sette studi in vitro che mostrano l'inibizione da parte di aglio o diallil disulfide di molte linee cellulari tumorali. Sette studi animali e tre review riportano che aglio o diallil disulfide inibiscono la progressione tumorale in vivo (Boik 2001).
    I composti dell'aglio hanno una attività redox e questa probabilmente è in gran parte responsabile degli effetti inibitori. Alcuni studi mostrano che questi composti alterano le proteine intracellulari con gruppo tiolo (come glutatione ed enzimi glutationici). Essi possono causare l'aumento della concentrazione di glutatione delle cellule tumorali in vitro.
    E' importante ricordare che l'attività redox può causare effetti antiossidanti a bassi livelli, ma proossidanti a livelli elevati (e lipoperossidanti). Infatti mentre molto composti sono anticarcinogenici in vitro, possono in alcune circostanze divenire procarcinogenici in vitro. Sembra quindi che come tutti gli antiossidanti, i composti dell'aglio non dovrebbero essere usati come unico agente antitumorale, specialmente se a dosi elevate.
    L'attività immunostimolante è stata dimostrata sia per l'allicina e i tiosulfinati, che stimolano l'attività delle cellule NK e la secrezione di IL-2, sia per la frazione polare, che stimola la secrezione di IL-1 e -2, e anche per la frazione proteica, che aumenta l'attività dei macrofagi e dei blastogeni (Feng et al 1994; Kandil et al 1987, 1988; Brosche and Platt, 1993, 1994).
    Altri composti sembrano poter agire come antipromotori tumorali; essi sono l'acido caffeico (IC42=10 M), l'acido clorogenico (IC25=10 M), l'acido ferulico (IC42=10 M), il campferolo, il floroglucinolo, la quercetina e la rutina.

    Dosi di aglio pari a 19-29 gr al giorno possono avere effetti moderati sulla tumorigenesi probabilmente attraverso meccanismi antiossidanti, immunomodulanti e mediati da eicosanoidi. Dosi più elevate (40-150 gr al giorno) potrebbero agire tramite l'inibizione della sintesi isoprenica e dell'attività delle proteine ras, e quindi effetti più interessanti.
    In genere sembra che l'attività dell'aglio si ainteressante in teoria ma molto debole (Boik 2001)..

    Epidemiologia
    Molti studi epidemiologici hanno dimostrato che il consumo di elevate quantità di aglio è collegato ad una diminuzione del rischio di tumori al tratto gastrointestinale (cancro colorettale e cancro allo stomaco) (Fleischauer et al 2000).
    Tutto l'Aglio sembra responsabile di questa azione, sia attraverso una attività immunostimolante, sia indirettamente attraverso una aumentata funzionalità digestiva e disintossicante, che direttamente in maniera specifica. I composti più interessanti a questo riguardo sono l'allicina e il diallil sulfide, grazie alla loro capacità di stimolare la glutatione-S-transferasi, di agire come “scavenger” dei nitrati e come antibatterici.
    Gli effetti immunostimolanti sono stati dimostrati anche per l'assunzione di aglio intero (Abdullah 1989).

  • Sun, 16 Jan 2005 18:21:20 +0100
  • Carminativa

    Clinica
    L'efficacia dell'aglio come carminativo è stata mostrata in studi clinici; in uno di questi 29 pazienti hanno assunto due compresse di polvere di aglio essiccata da 500 mg il giorno, e il trattamento ha mostrato di ridurre in maniera significativa e superiore al placebo problemi epigastrici come gonfiori addominali, flatulenza, coliche, ecc.

  • Sun, 16 Jan 2005 18:21:37 +0100
  • Neuroprotettiva

    Un estratto patentato d'aglio (Aged Garlic Extract - AGE) ha mostrato sia in vitro che su modelli animali, effetti neurotropici, neuroprotettivi ed anti-aging, compresi effetti sulla memoria e sulla capacità d'apprendimento, ed ha mostrato un certo tropismo per i neuroni ippocampali (Moriguchi, Saito 2000). Anche se questo è solo uno studio preliminare e non relativo alla Malattia di Alzheimer, i risultati sono degni d'attenzione per sviluppi futuri.

  • Tue, 25 Jan 2005 08:53:32 +0100

Glossario

Licenza Creative Commons
Il database InfoErbe
è pubblicato con
Licenza Creative Commons

Marco Valussi
Luciano Posani

Copyright 2000 - 2005 Miro International Pty Ltd. All rights reserved. Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.