InfoErbe

Echinacea purpurea

Echinacea purpurea (L.) Moensch

Sat, 19 Apr 2008 12:12:52 +0200

Farmacologia

  • Immunostimolante

    L'Echinacea è diventata famosa come pianta con importanti effetti a livello del sistema immunitario. Anche se è una delle piante più studiate al mondo, il meccanismo della sua azione immunostimolante (o immunomodulante) non è ancora stato completamente elucidato. Inoltre esistono dei problemi di utilizzo dei dati: primo, molte ricerche sono in vitro o in modelli animali, con i tipici problemi di generalizzazione; secondo, molti degli studi in vivo o su esseri umani sono stati eseguiti non con un estratto completo, bensì con le varie frazioni, in particolare con la frazione polisaccaridica, per di più somministrati per via endovenosa. Anche quando gli studi hanno utilizzato estratti totali lo hanno spesso fatto attraverso somministrazione endovenosa. Sarà quindi necessario isolare quei dati che sono rilevanti per la pratica fitoterapica orale o topica.

    Azioni dei costituenti singoli.
    Costituenti apolari (alcol solubili)
    E' probabile che questi siano i costituenti più importanti per quanto riguarda le proprietà immunostimolanti.

    - Alchilamidi
    Secondo Bauer e Wagner (1991), dopo un’analisi dei vari studi, si può dire che le alchilamidi lipofiliche possiedono ampie proprietà immunostimolanti e che danno un contributo considerevole all’attività immunostimolante degli estratti alcolici dell'Echinacea.



    Costituenti polari (idrosolubili)
    Come visto più sopra, è probabile che per quanto riguarda l'assunzione orale, i composti idrosolubili siano meno importanti a livello immunologico di quelli liposolubili.

    - Polisaccaridi
    Certamente questa è la frazione dell'Echinacea che è stata sottoposta a più studi ed in effetti ha mostrato importanti attività antiinfiammatorie ed immunostimolanti.

    Effetto immunostimolante
    I polisaccaridi grezzi hanno una forte azione immunitaria in vitro: stimolazione della fagocitosi; dei linfociti T; aumento delle cellule che formano anticorpi; stimolazione sistema immunitario mononucleare; aumento della citotossicità dei macrofagi peritoneali e midollari contro target tumorali; leggera attività INF-like senza produzione di INF; moderato rilascio di IL-1 e singoletti ossigeno; aumento (50%) frequenza sopravvivenza dopo irradiazione.
    I polisaccaridi purificati (EPS) possiedono le stesse proprietà in vitro ma non mostrano stimolazione dei linfociti T o B. L'attività in questo senso dei polisaccaridi grezzi è da attribuirsi a impurezze.
    L'arabinogalattano in vitro stimola i macrofagi ad aumentare la citotossicità contro le cellule tumorali e ad aumentare la secrezione di TNF-a, IL-1 (moderata), INF-b2 (IL-6); stimola leggermente i linfociti T ma non cambia la loro produzione di IL-2, INF-b e INF-g.
    Testato in vivo per endovena su modelli animali esso causa un aumento del conteggio granulocitario, protegge contro Candida albicans e Listeria monocytogenes; aumenta la proliferazione e la fagocitosi a livello di milza e midollo; causa una migrazione di granulociti verso il sangue periferico.
    Tutti questi studi sono stati condotti o in vitro o in modelli animali con iniezioni endovenosa, spesso con preparazioni di polisaccaridi purificati e altamente concentrati, o con polisaccaridi singoli prodotti attraverso colture tissutali. I risultati non sono quindi estendibili all'utilizzo orale dell'Echinacea per due ragioni:
    1. se anche i polisaccaridi fossero presenti nelle preparazioni idroalcoliche, essi non potrebbero mai raggiungere la circolazione sistemica, poiché non passerebbero la barriera dell'epitelio gastrointestinale e l'azione dei succhi gastrici;
    2. i polisaccaridi sono presenti nella pianta fresca, nel succo di pianta fresco e nelle tisane; già la loro presenza nel materiale secco è in dubbio, ed essi sono sicuramente assenti dalle preparazioni idroalcoliche. Anche il succo stabilizzato di E. purpurea Echinacina contiene solo minuscole quantità di polisaccaridi che sono probabilmente di diversa composiziione rispetto a quelli utilizzati nei test. E' chiaro quindi che i risultati delle ricerche sui polisaccaridi rivestono poco o nessun interesse per la pratica di utilizzo orale.
    L'arabinogalattano è l’unico polisaccaride presente anche in estratti idroalcolici, ma solo se il tasso non è troppo elevato (<30%). Questo potrebbe essere un composto più interessante degli altri, anche se bisogna ricordare che esso è presente non solo in Echinacea ma anche in Matricaria, nelle carote ed in molti vegetali che non mostrano particolari attività immunostimolanti.


    - Fenilpropenoidi
    Cinarina, echinacoside, acido caffeico, clorogenico, cicorico mostrano molte attività interessanti in vivo a livello topico: inibizione della ialuronidase, conseguente addensamento del gel extra-cellulare, inibizione delle infezioni, inibizione del danno al collagene causato dai radicali liberi.
    A parte l'acido cicorico, questi polipropenoidi sono però assenti dalle tinture, ma è possibile che possano giocare un ruolo nel trattamento di ferite, scottature ed infezioni topiche con creme o gel contenenti la frazione idrosolubile; è improbabile una loro influenza a livello sistemico.
    L'acido cicorico è l'unico dei fenilpropenoidi che si trova in qualche misura anche nelle soluzioni idroalcoliche, ed ha mostrato, in vitro, una forte attività stimolante la fagocitosi e di inibizione di VSV.

    Echinacoside in vitro: debole attività antibatterica.

    Estratti di Echinacea
    Il succo spremuto delle parti aeree di Echinacea purpurea stabilizzato con 22% alcol ha mostrato, in vitro, di possedere attività antivirale (virus EMC e VSV) IFN-like senza induzione di IFN, di aumentare la fagocitosi da parte dei granulociti e di aumentare la produzione di IL-1, TNF-a, IL-6 (INF-b2) e IL-10 (Burger et al 1997) e di causare una forte inibizione di virus dell'herpes, influenza e del poliovirus.
    Anche questi test rivestono poca importanza per la pratica orale.
    Sperimentato su modelli animali infettati con Streptococcus ha mostrato inattivazione della ialuronidase del patogeno e tessutale e stabilizzazione acido ialuronico; aumento dei fibroblasti.
    I composti che mostrano la massima attività antiialuronidasi sono i polipropenoidi, seguiti dalle alcamidi e dai poliacetileni.

    Estratti alcolici
    L'estratto di E. purpurea ha mostrato, in vitro: aumento fagocitosi degli eritrociti a livello epatico; azione inibitoria contro Epidermophyton interdigitale; stimolazione della fagocitosi dei granulociti contro Candida albicans; aumento della funzione immunitaria cellulare delle cellule mononucleate del sangue periferico di soggetti normali e di soggetti immunocompromessi (AIDS e fatica cronica) (See et al 1997); inibizione della contrazione del collagene causata dai fibroblasti; cambiamento morfologico dei fibroblasti e inibizione della contrazione del lattice del collagene.
    L'estratto di E. angustifolia, sempre in vitro, ha mostrato una debole azione inibitoria nei confronti di Trichomonas vaginalis e un aumento della fagocitosi degli eritrociti a livello epatico.
    Uno studio comparato in vitro e su modelli animali sugli effetti delle varie frazioni provenienti dalle tre specie più utilizzate (Bauer, Jurck, et al 1988) ha mostrato che esse aumentano la fagocitosi per via topica ed orale e che la frazione lipofilica è più attiva a questo riguardo di quella idrofilica. Nello studio, i componenti attivi della frazione lipofilica includono: poliacetileni, alchilamidi e olio essenziale. Dato che i primi sono assenti da E. angustifolia e gli ultimi sono presenti in quantità molto ridotta, è probabile che le alchilamidi siano il composto più importante per E. angustifolia.


    Studi clinici
    1. Echinacina, studio in doppio cieco con 108 pazienti sofferenti di infezioni croniche dell'alto tratto respiratorio (più di 3 occorrenze di infezioni come otite, catarro del canale auricolare, rinite, tonsillite, faringite, laringite, bronchite, polmonite, sinusite in sei mesi): trattamento profilattico a 4 ml 2/giorno. La frequenza delle infezioni nel gruppo verum si è abbassata del 35.2%, mentre il placebo è stato a 25.9%.
    2. Estratto alcolico (1:5) 50% alcol E. purpurea, studio randomizzato controllato in doppio cieco su sintomi influenzali in 180 pazienti. Con dose di 90 gtt/die (450 mg) l'efficacia non è stata significativa; con dose di 180 gtt/die (900 mg) l'efficacia è stata significativa.
    3. Estratto idroalcolico ed estratto iniettabile: soggetti sani hanno assunto 30 gtt tds per 5 giorni. Ad altri soggetti sani è stata somministrata l'Echinacea iniettabile. Nel primo gruppo la fagocitosi è cresciuta del 40% al 3° giorno, del 70% al 4° giorno, del 120% al 5° giorno. All'8° giorno, 3 giorni dopo l'ultima somministrazione, la fagocitosi è ritornata ai livelli del placebo.
    Nel gruppo con iniezione, si è avuto il picco di attività al 4° giorno, con circa il 21% di incremento della fagocitosi, il 5° giorno si è avuto un leggero calo, probabilmente all'interno della variabilità sperimentale, e la fagocitosi è tornata ai livelli del placebo solo dopo l'11° giorno.
    Questo studio è di importanza primaria, poiché suggerisce che l'Echinacea agisce meglio se assunta oralmente, e quindi che il sito di azione della pianta possa essere a livello del GIT. Bergner (1997) suggerisce che la pianta agisca almeno in parte stimolando il tessuto linfoide nella bocca e nella gola ed in seconda istanza a livello intestinale.

    1. Studio con Echinacina su 203 donne con Candida vaginale trattate per 10 settimane con crema antimicotica (43), crema + Echinacea subcutanea (20), crema + Echinacea inframuscolare (60) + crema + echinacina orale (60). In tutti i casi le ricorrenze diminuiscono con l'uso delle varie forme di Echinacea insieme all'antimicotico; questo studio indica che l'azione dell'Echinacea è duratura e la resistenza dei pazienti continua ad aumentare; mostra inoltre che l'Echinacea orale è paragonabile negli effetti alle preparazioni iniettabili.
    2. Studio placebo, randomizzato utilizzando estratto alcolico radice E. purpurea per 5 giorni consecutivi per via orale. L'attività fagocitica dei granulociti neutrofili polimorfonucleati è stata stimolata del 54% in maniera significativa rispetto al placebo e rispetto ad una iniezione di preparazione omeopatica di E. purpurea radix, che ha ottenuto una stimolazione del 22.7%. Nessun risultato per simili studi con estratti alcolici orali di E. pallida radix e E. purpurea herba (Melchart et al 1995).
    Echinacea in congiunzione con altre piante
    L'efficacia dell'Echinacea in combinazione è stata sperimentata soprattutto utilizzando il preparato Esberitox, contenente Echinacea, Baptisia tinctoria e Thuja occidentalis, più raramente con altri preparati che abbinano Echinacea a Baptisia tinctoria, Arnica montana (in dosi omeopatiche) ed Eupatorium perfoliatum.
    Questi preparati sono stati testati (in maniera non controllata) e hanno mostrato di essere di utilità in casi di:
    1. leucocitopenia da radioterapia per trattamenti tumorali;
    2. influenza e raffreddori;
    3. infezioni urogenitali;
    4. infezioni batteriche del derma.

    Studi controllati in doppio cieco hanno mostrato:
    1. riduzione della durata della sindrome influenzale e della severità dei sintomi in pazienti già ammalati;
    2. riduzione della frequenza di ricorrenze di infezioni, specialmente in pazienti con particolare tendenza, con trattamento profilattico.

    Una meta-analisi pubblicata nel 2006 (Shah et al 2006) ha analizzato 14 studi randomizzati controllati in doppio cieco che vertevano sull’incidenza o la durata dei sintomi delle infezioni all’alto tratto respiratorio; comprendo 1.356 soggetti per l’incidenza e 1.630 la durata.
    Il risultato mostra che le preparazioni di echinacea usate nei vari studi diminuiscono il rischio di sviluppare il raffreddore del 58% e la sua durata di un giorno e mezzo.


    Conclusioni: ciò che si può concludere sull'utilizzo di estratti di Echinacea per via orale o topica è che questo rimedio ha come azione principale la stimolazione della fagocitosi e l'aumento del numero di leucociti. La sua azione normalizzante sull'immunità cellulo-mediata è meno sicura. Data questa sua attività è indicata praticamente per ogni episodio infettivo.
    A livello topico esplica una attività antiinfiammatoria, immunostimolante e cicatrizzante.

  • Fri, 29 Jun 2007 09:13:36 +0200
  • Antinfiammatoria

    Azione dei composti singoli

    - Alchilamidi
    Le alchilamidi hanno dimostrato di possedere, in vitro, attività antiinfiammatorie attraverso l'inibizione della COX (del 54.7%) e della 5-LOX (del 62.2%); quest'ultima azione sembra sia alla base della capacità di queste sostanze di inibire il metabolismo dell'arachidonato. Le alchilamidi possiedono, in vitro, attività antiialuronidasi, attività che contribuisce all’attività antiinfiammatoria ma anche a quella immunitaria. L'acido ialuronico, infatti, costituisce un sistema in equilibrio con la ialuronidase: insieme mantengono la densità del gel interstiziale, aumentata dallo ialuronidato e diminuita dalla ialuronidasi. Inibendo la ialuronidasi si aumenta la densità del gel rendendo più difficile la penetrazione dei patogeni. Le alchilamidi sono state anche capaci di inibire la ialuronidasi che alcuni batteri, tra cui gli streptococchi, secernono per farsi strada nel gel.
    Le alchilamidi sono presenti in quantità considerevoli in E. angustifolia radix, in quantità ridotte in E. purpurea radix, meno ancora in E. purpurea folia e quasi assenti in E. angustifolia e pallida folia.

    - Poliacetileni
    Hanno dimostrato di possedere in vivo una debole attività antiialuronidase e di contrastare in vitro la crescita di E. coli e di Pseudomonas aeruginosa.
    Sono presenti nelle radici di tutte e tre le specie, ma in quantità significative solo in E. pallida. Si degradano facilmente e velocemente, quindi sono presenti nella pianta fresca ma difficilmente nelle preparazioni commerciali, ed è quindi improbabile che siano significative per l'attività degli estratti comunemente utilizzati.

    - Polisaccaridi
    I polisaccaridi hanno mostrato, in vitro, la capacità di inibire la 5-LOX (del 81.8%) e la COX (del 62.4%), ed esperimenti su modelli animali a livello topico e in endovenosa hanno mostrato che riducono l'edema indotto. L'echinacina B a livello topico promuove la cicatrizzazione attraverso la formazione di complessi ialuronato-polisaccaride.

    Studi clinici
    Echinacina, studio non controllato: un unguento usato per condizioni infiammatorie del derma, eczema, bruciature, ulcere varicose delle gambe, ferite, herpes simplex, ha avuto l'85% di successo

  • Thu, 07 Apr 2005 08:30:12 +0200

Glossario

Licenza Creative Commons
Il database InfoErbe
è pubblicato con
Licenza Creative Commons

Marco Valussi
Luciano Posani

Copyright 2000 - 2005 Miro International Pty Ltd. All rights reserved. Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.